Cosa mangiavano gli antichi romani?
L’unico testo di gastronomia dell’antica Roma che è arrivato sino a noi è : “Artis magiricoe libri X” famoso come “De re coquinaria” di o meglio attribuito a Marco Gavio Apicio. Le traduzioni in commercio sono molteplici e nel libro vengono descritte ricette ordinate secondo menù. I romani del primo secolo dopo Cristo, epoca in cui Apicio scrive il trattato, conoscevano alcuni alimenti che sono arrivati sino ai giorni nostri come: il riso, numerose spezie (piretro, semi di mirto e di ruta), mele, cedri, albicocche, fagiani, struzzi e faraone.
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Emergenza caldo: già da qualche settimana giornali, televisioni e siti internet ci hanno avvertito dell’ondata di caldo anomalo che ha colpito la penisola. I consigli su cosa fare, quali numeri utili chiamare hanno accompagnato le nostre serate e siamo solo a maggio… 
La caffeina è una sostanza naturale di origine vegetale (un alcaloide), che si trova nelle foglie, nei semi e nei frutti di oltre 63 specie di piante in tutto il mondo. Da tempo, i prodotti contenenti caffeina, tra cui il tè, il caffè e alcune bibite analcoliche, vengono gustati in tutto il mondo. In tempi più recenti sono state prodotte bibite contenenti livelli più elevati di caffeina (“bevande energetiche”).
Qualsiasi sostanza, sia essa un alimento o un composto nutriente o non nutriente, è definito funzionale se, al di là delle proprietà nutrizionali, è scientificamente dimostrata la sua capacità di influire positivamente su una o più funzioni dell’organismo , contribuendo a preservare o a migliorare lo stato di salute e di benessere e/o a ridurre il rischio di insorgenza di malattie.
L’albero del tè è un arbusto sempreverde originario dell’Asia, in particolare Birmania, Cina, Ceylon, India e Giappone, appartenente alle Teacce, specie Camellia thea, Camellia sinensis.