Mucca pazza – morbo di Creutzfeldt-Jacob (BSE)
Nella confusione generale i consumatori non comprano più la bistecca. Fanno bene?
I motivi per cui il “morbo della mucca pazza” abbia iniziato a colpire anche gli uomini è da addurre ad un uso scriteriato (col senno di poi!) di integratori alimentari a base di carne usati per “pompare” i bovini, animali erbivori e sicuramente non carnivori.
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Si avvicinano le festività in cui i piatti della tradizione hanno il loro momento di gloria e la loro naturale ragione di essere ed in questa contingenza il pranzo di Natale viene a far parte di un bagaglio di ricordi che ognuno di noi si porta dentro.
E’ possibile invertire il trend dei chili di troppo che si accumulano a Natale? Per noi di adieta.it la risposta è si. Attraverso piccoli accorgimenti possiamo limitare gli errori ed uscire indenni dalle abbuffate natalizie.
Tra Natale e Capodanno, secondo la Coldiretti, si stapperanno 80 milioni di bottiglie di spumante e champagne. Ma che effetti hanno sulla nostra salute tutti questi brindisi?
ISTAT: in sovrappeso 3 italiani su 10.
E’ noto ormai da tempo che gli alimenti e i farmaci possono dare luogo a interazioni reciproche con conseguenze più o meno importanti. Solitamente la prescrizione di un farmaco è accompagnata dalle indicazioni sulle modalità di assunzione in relazioni ai pasti. L’indicazione è, di solito, legata al fatto che molti farmaci presentano un’azione gastrolesiva, ma è importante sottolineare che la scelta del momento della somministrazione dovrebbe essere fatta sulla base di altri criteri.
Nell’ultima metà del secolo scorso si è assistito, nei paesi industrializzati, ad un progressivo cambiamento delle abitudini alimentari, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Nello specifico si è ridotto di molto il consumo di cereali, legumi secchi e freschi e fibra vegetale, mentre si è assistito ad un aumentato consumo di latte, uova, formaggi e carne.
Con le migrazioni entrano nel nostro Paese usi e costumi diversi dai nostri, queste diversità si notano anche sulle nostre tavole, attraverso l’introduzione di alimenti a noi sconosciuti. Oggi parliamo del miglio, molto importante nei paesi africani specialmente nella zona del Sahel e nelle aree molto secche della Savana.
L’olio di oliva rappresenta per tradizione alimentare e legame al territorio uno dei prodotti fondamentali dell’agricoltura mediterranea, di indiscusso valore nutrizionale per la composizione chimica e le caratteristiche organolettiche esaltate dal suo impiego quale condimento. E’ una pianta molto antica basti pensare che le tracce più antiche dell’ulivo in Puglia risalgono all’Età Neolitica (7000-3000 a.C.).
Omocisteina e Folacina: cosa sono e come alimentarsi correttamente per mantenere un giusto equilibrio e mantenersi in forma e in salute.