Arriva l’estate. Viva l’albicocca

AlbicoccheLatini la chiamavano "Prunus armeniaca", convinti che la sua origine fosse in Armenia (arriva invece dalla Cina), ma a diffonderla e coltivarla in Europa furono gli Arabi, che la battezzarono Al-barquq, da cui albicocca. Un frutto gustoso e prezioso, non solo per l'alimentazione ma anche per la cosmesi, come vedremo in seguito. Cinque sono i modi in cui si può gustare l'albicocca: fresca, essiccata, candita, sciroppata, in confettura.

AlbicoccheLatini la chiamavano “Prunus armeniaca”, convinti che la sua origine fosse in Armenia (arriva invece dalla Cina), ma a diffonderla e coltivarla in Europa furono gli Arabi, che la battezzarono Al-barquq, da cui albicocca. Un frutto gustoso e prezioso, non solo per l’alimentazione ma anche per la cosmesi, come vedremo in seguito. Cinque sono i modi in cui si può gustare l’albicocca: fresca, essiccata, candita, sciroppata, in confettura.

La pianta appartiene alla mAlbicocche, un vero toccasanaedesima famiglia (Rosacee) e allo stesso genere (Prunus) della ciliegia, della pesca e della prugna: si può ben dire, quindi, che gran parte dei frutti che colorano e danno sapore all’estate siano parenti stretti fra loro.

Sono molte le varietà coltivate in Italia, di forma e dimensioni diverse, da nord a sud del Paese: quelle rossastre e di misura superiore alla media sono le “diavole”, coltivate in Campania; quelle più piccoline e con la polpa dorata sono le emiliane “reale di Imola”, mentre le albicocche valleggine, originarie dell’entroterra savonese, sono dolcissime e dal colore arancione brillante.

Un toccasana per la salute e per la bellezza

L’albicocca è ricca di calcio, ferro, fosforo, magnesio e potassio: fondamentale quindi nell’alimentazione dei depressi, degli anemici e di chi soffre di stanchezza cronica. Raccomandabile per lungodegenti, convalescenti, bambini in età scolare e anziani, ma sconsigliata a chi va

Albicocche, un vero toccasana

soggetto a calcoli renali. Attenzione: l’albicocca fresca è blandamente astringente, quella essiccata blandamente lassativa.

Ricca di numerosi carotenoidi, precursori della vitamina A, e di vitamine (B, C, PP) è un alimento di grande e varia utilità: contribuisce a proteggere la pelle e le mucose respiratorie, rinforza le unghie e

rigenera i capelli, favorisce la cicatrizzazione delle ferite, protegge la cornea, combatte le infiammazioni delle palpebre.

Accennavamo prima alle proprietà cosmetiche dell’albicocca: un ottimo latte detergente  si ottiene con tre albicocche mature frullate con mezza tazza di latte fresco; mentre un efficace accelerante per l’abbronzatura può essere costituito dalla polpa di albicocche spalmata sul corpo per circa mezz’ora prima di esporsi al sole.

Curiosità… velenosaAlbicocche, un vero toccasana

Tanto il seme dell’albicocca quanto quello della pesca viene chiamato armellina. Questo seme ha un gradevole gusto di mandorla ed è molto utilizzato in pasticceria e liquoreria. Attenzione, però:  l’armellina contiene, come d’altra parte le foglie e i fiori dell’albicocco, un derivato dell’acido cianidrico che consumato in grandi quantità potrebbe essere tossico.

Curiosità… geografica

La sua diffusione su tutto il territorio nazionale ha portato alla creazione di vari nomi regionali per indicare l’albicocca: vernacocole in Abruzzo, crisommola in Campania, mugnega in Emilia, armugnac in Piemonte, verlengogghe in Molise, barra cocco in Sardegna, armelìn in Veneto.

Vsb:t

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