Nessun rischio “mucca pazza”, dopo il capo di bestiame trovato positivo.
Infatti secondo
E’ importante sottolineare che la carne italiana è sicura grazie ad un rigido sistema di controlli introdotto nel 2001 che ha consentito di individuare anche questo caso limite che rappresenta una ereditá del lontano passato.
Si tratta infatti di un bovino di razza frisona di addirittura 13 anni, trovato positivo dal Centro di Referenza nazionale della Bse dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino.
La drastica riduzione dei casi di Bse in Italia ed in Europa dimostra l’efficacia delle misure adottate per far fronte all’emergenza Bse come il monitoraggio di tutti gli animali macellati sopra i 30 mesi, il divieto dell’uso delle farine animali nell’alimentazione del bestiame e l’eliminazione degli organi a rischio Bse dalla catena alimentare. Ma anche e soprattutto l’introduzione a partire dal 1° gennaio 2002 di un sistema obbligatorio di etichettatura che consente di conoscere l’origine della carne acquistata con riferimento agli Stati di nascita, di ingrasso, di macellazione e di sezionamento, nonché un codice di identificazione che rappresenta una vera e propria carta d’identitá del bestiame.
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