Più frutta contro l’influenza A

Le azioni di prevenzione contro la diffusione dell'influenza A interessano anche le scuole.

Le azioni di prevenzione contro la diffusione dell’influenza A interessano anche le scuole. Con l’inizio del nuovo anno scolastico è partito un ampio e articolato programma, condotto da Coldiretti e cofinanziato dall’Unione Europea, che prevede la distribuzione gratuita di frutta nelle scuole primarie di tutta Italia (ricordiamo che per scuola primaria si intende il ciclo di istruzione quinquennale che segue la scuola dell’infanzia e precede la scuola secondaria di primo grado, in pratica qualcosa di simile alle scuole elementari frequentate a suo tempo dalla maggior parte degli italiani oggi adulti). “Frutta nelle scuole”, così si chiama l’iniziativa, prevede un investimento complessivo di 26 milioni di euro in due anni (2009 e 2010), da spendere per distribuire frutta ai quasi 800mila alunni delle scuole italiane. 

Se ne consuma troppo poca

Molte sono le voci autorevoli che si sono di recente levate per raccomandare il consumo di frutta allo scopo di combattere il virus dell’influenza A : fra queste, quella del premio Nobel per la Medicina, il virologo Luc Montagnier. E’ risaputo infatti che la frutta e la verdura sono ricche di sostanze antiossidanti e possono quindi svolgere un ruolo prezioso nella difesa dalla malattia. Nonostante la diffusione di questa consapevolezza, la Coldiretti avverte che in Italia ben il 25% dei bambini non consuma abitualmente frutta (almeno una volta al giorno) nella propria dieta quotidiana. Questo cattivo comportamento alimentare non è certo estraneo alla formazione di un altro dato preoccupante (questa volta reso noto dal Ministero della Salute): in Italia, oltre il 30% dei bambini di età fa i sei e gli undici anni è in sovrappeso e più del 12% è addirittura obeso.

Educazione, non solo prevenzione

La frutta che verrà distribuita nel quadro dell’iniziativa “Frutta nelle scuole”, inoltre, sarà rigorosamente di stagione e “a chilometro zero”, cioè freschissima e proveniente dalla regione stessa in cui verrà somministrata. Attraverso questa scelta, si pensa di educare anche le famiglie a un consumo più razionale (e economico) delle risorse alimentari, che nel nostro Paese abbondano.

Una adeguata campagna di educazione alimentare completerà il progetto, realizzata attraverso opuscoli informativi e lezioni mirate nelle scuole.

Vsb:t

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