La genetica contro l’ictus

Apprendiamo da un’Ansa dello scorso 5 luglio che la rivista “Diabetes” ha pubblicato i risultati di un’indagine condotta da un pool medico italo-scozzese coordinato dal dott. Roberto Pola dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. La ricerca ha coinvolto oltre 2000 pazienti affetti da diabete di tipo 2 e ha determinato che i diabetici subiscono un rischio doppio di essere colpiti da infarti o ictus a causa di una predisposizione genetica. ”Abbiamo individuato un profilo genetico, costituito dalla combinazione di mutazioni di 5 geni infiammatori (Interleuchina-6, ICAM-1, MCP-1, E-selectina e MMP-3), che predice in maniera accurata il rischio di sviluppare un ictus ischemico in un arco di tempo superiore ai 6 anni”, spiega Pola. ”Il nostro obiettivo – prosegue il ricercatore – è la creazione di un test genetico facilmente eseguibile e relativamente economico in grado di individuare i diabetici con maggiore rischio di avere un ictus ischemico nel futuro. Una volta individuati, questi soggetti potrebbero essere sottoposti a terapie più aggressive di prevenzione degli eventi cardiovascolari, oltre che a screening diagnostici più intensi (esecuzione di eco-doppler delle arterie carotidi a intervalli di tempo più ravvicinati)”.

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