Curarsi con le lampade abbronzanti? Sì, ma con cautela

Un interessante articolo apparso su “Archives of Dermatology”, mensile della American Medical Association, dimostra una volta per tutte che l’utilizzo terapeutico della lampada abbronzante può essere molto pericoloso per la salute. Lo fa citando il caso di una ragazza che, sottopostasi a un trattamento di raggi Uv per cancellare le tracce di una reazione allergica a un farmaco, si è vista raddoppiare l’arrossamento cutaneo con la formazioni di ustioni localizzate e estese.

Quanto accaduto all’anonima ragazza, sostengono i medici americani, succede con frequenza impressionante: la percentuale di persone, uomini e donne, che decidono di sottoporsi a trattamenti medico-estetici a base di raggi Uv senza interpellare uno specialista con il rischio di riportare danni permanenti è superiore al 10%.

In cosa consistono questi danni e cosa li provoca? La letteratura in materia è abbondante: dosi massicce di raggi Uv possono provocare ossidazione delle cellule e alterazioni molecolari anche al Dna; e molti dermatologi avvertono che l’assunzione di diuretici o antiffiammatori, ma anche il semplice utilizzo di alcune essenze profumate, contemporaneamente all’esposizione ai raggi Uv, può accelerare o amplificare esiti negativi del trattamento. Il che non toglie nulla alle proprietà terapeutiche delle “lampade” contro psoriasi o altre dermatiti anche gravi, ma tutto deve essere fatto sotto stretto controllo medico.

Vsb:t

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