Alleniamoci con lo spinning

Alleniamoci con lo spinning Attraverso l’attività di spinning , grazie ad un buon programma di allenamento, si possono migliorare tutti i parametri utili a raggiungere un’ottima condizione fisica.
Metodo di allenamento elaborato dal ciclista americano Johnny G., esso tende a coinvolgere l’esecutore in maniera totale sia fisicamente che psicologicamente.
Pertanto insieme alla resistenza organica (efficienza cardiocircolatoria e respiratoria) vengono esaltate anche le capacità volitive ed emozionali.

Subiscono un benefico trofismo e potenziamento le catene muscolari inferiori del corpo.
Il coinvolgimento organico e muscolare a vari gradi d’intensità fa dello spinning un’attività fisica indicata per differenti età dai giovani ai meno giovani, dai principianti agli atleti di livello, purchè in buona salute.

Le principali posizioni per svolgere lo spinning sono:

  • il seated flat : posizione di base utile per qualsiasi ritmo ed intensità. Seduto con le braccia leggermente flesse e le mani che impugnano il manubrio ravvicinate tra loro di circa 10 cm. Normalmente si consiglia una resistenza che permette 80-110 pedalate al minuto; posizione utilizzata per la simulazione della discesa.
  • il seated climbing : posizione per affrontare una salita di lieve entità. Seduto in modo da risultare che il bacino sia appoggiato alla sella in posizione arretrata agevolando così la capacità di spinta sui pedali. Le braccia si tengono leggermente flesse con le mani che impugnano il manubrio appena davanti alle curve laterali dello stesso. La resistenza maggiormente utilizzata è solitamente quella media.
  • Alleniamoci con lo spinning

  • Standing flat : in piedi sui pedali con il corpo sollevato quasi in posizione verticale, con i glutei che sfiorano la punta della sella. Le braccia si mantengono in leggera flessione con le mani che poggiano sul manubrio ad una distanza media di circa 25-30 cm. I muscoli degli arti inferiori sono particolarmente impegnati a sostenere tutto il peso del corpo e la resistenza consigliata è quella leggera.
  • Standing climbing : tecnica per salita molto impegnativa; corpo sollevato e spostato in avanti con le mani che appoggiano sul manubrio in posizione molto avanzata. La resistenza prevista è molto elevata e tale da consentire un massimo di 60-70 pedalate al minuto, richiedendo un’ottima condizione fisica in quanto l’impegno organico e muscolare è notevole.
  • Jumping : caratterizzato dal sollevamento continuo del busto dalla sella come a voler effettuare uno scatto improvviso; si mantiene il corpo sollevato e al centro con le mani leggermente appoggiate sul manubrio distanti circa 25-30 cm- tra loro. Può essere eseguito mantenendo sempre lo stesso ritmo oppure agendo di volta in volta con potenza sui pedali.

Un’attività fisica di resistenza ben programmata in funzione dell’età e della condizione fisica oltre a migliorare prioritariamente i parametri legati all’efficienza organica, apporta effetti positivi su altri organi ed apparati : rallenta l’invecchiamento delle ossa e delle cartilagini che mantengono attivo il loro metabolismo. Anche la perdita di sostanza ossea e di Sali di calcio nello scheletro (osteoporosi) può essere contenuta in quanto lo stimolo fisiologico, dovuto all’attività fisica, migliora il metabolismo osteo-articolare.
Migliora la forza e il trofismo muscolare dei segmenti corporei impegnati, l’elasticità e la potenza dei legamenti articolari.

Migliora la postura e la capacità di assumere posizioni corrette per cui si attenuano dolori derivanti da eventuali posture scorrette.
Migliora la destrezza motoria e l’efficienza del sistema nervoso in generale.
Rafforza il muscolo cardiaco aumentando la riserva cardiaca e coronarica e la gettata cardiaca (volume di sangue al minuto) permettendo ai vasi sanguigni di ottenere maggior elasticità e migliorando l’irrorazione sanguigna periferica facilitando allo stesso tempo il ritorno venoso. Si stabilizzano allo stesso tempo i valori pressori e si migliora progressivamente il recupero al termine dello sforzo fisico.

Incrementa la ventilazione polmonare, la dinamica costo-diaframmatica e l’elasticità dei polmoni migliorando gli scambi gassosi a livello alveolare.
Migliora la termoregolazione corporea e il metabolismo energetico normalizzando gli indici emato-chimici.
Aumenta la resistenza agli stress ambientali e facilita la stabilità emotiva producendo endorfine che abbassano notevolmente le tensioni psichiche legate ad ansia e depressione rendendo più disponibili all’ambiente sociale.
Frequenza cardiaca che si attesti tra il 70 / 80 % di quella massima con utilizzo di un cardiofrequenzimetro dedicando qualche minuto iniziale a del riscaldamento generale. Durante l’allenamento bere acqua normale e provvedere al riequilibramento salino solo al termine dell?attività, attivando il processo di sommazione degli stimoli (allenamenti e relativa super compensazione) che aumentano il grado di efficienza.

 

MARCIANO MASSIMO
Personal e Fitness Trainer
M.tro Pilates e Fitness (csen-coni)
Operatore Massaggio Tecnico Sportivo
Coordinatore corsi CSEN Milano

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