Alimenti sani

alimenti e pesticidi Mangiando un frutto fresco o una verdura croccante, i consumatori potrebbero chiedersi quali sono gli ingredienti "aggiunti" all'alimento che stanno consumando. L'ultimo rapporto della Commissione Europea su pesticidi e alimenti dovrebbe allontanare le preoccupazioni di coloro che apprezzano la qualità e la salubrità di frutta e verdura fresche. Nel frattempo, i responsabili europei stanno attualmente revisionando le già rigide norme sull'uso dei pesticidi nella produzione alimentare per assicurarsi che vengano applicate in modo rigoroso.

alimenti e pesticidi Mangiando un frutto fresco o una verdura croccante, i consumatori potrebbero chiedersi quali sono gli ingredienti “aggiunti” all’alimento che stanno consumando. L’ultimo rapporto della Commissione Europea su pesticidi e alimenti dovrebbe allontanare le preoccupazioni di coloro che apprezzano la qualità e la salubrità di frutta e verdura fresche. Nel frattempo, i responsabili europei stanno attualmente revisionando le già rigide norme sull’uso dei pesticidi nella produzione alimentare per assicurarsi che vengano applicate in modo rigoroso.

I consumatori non devono temere l’utilizzo di pesticidi negli alimenti che consumano. Secondo un rapporto condotto nei Paesi dell’Unione Europea nel 2001, molti dei prodotti che mangiamo (frutta e verdura, cereali e alimenti di originale animale e vegetale) che sono stati trattati con pesticidi, non presentano residui a livelli nocivi. Il 96% dei campioni testati dalle autorità competenti, infatti, non presentavano alcun residuo rilevabile o contenevano quantità talmente minime da non comportare rischi per la salute.

La legislazione europea sui pesticidi regola rigidamente il tipo di pesticidi, insetticidi, fungicidi, ecc. che possono essere utilizzati e il loro impiego. Nel 1991, l’Unione Europea decise che avrebbe controllato tutti i prodotti in uso negli Stati Membri e, in base al risultato delle verifiche, ne avrebbe o autorizzato l’uso in tutta l’UE, opure richiesto il ritiro dal mercato.

Esistono inoltre leggi dell’Unione Europea che limitano la quantità dei residui di prodotti per la protezione delle piante presenti nei prodotti. Queste leggi fissano i cosiddetti “limiti massimi di residui” che vengono stabiliti in base alle valutazioni dei dati riguardanti le buone pratiche agricole e dei risultati provenienti da studi sul controllo dei residui. Questi sono, in realtà, molto più rigidi dei limiti tossicologici stabiliti dagli scienziati. Per assicurare che i livelli di sicurezza legali vengano rispettati, tuttavia, l’Unione Europea svolge regolari programmi di monitoraggio e controllo, come quello menzionato prima.

Attualmente la Commissione Europea sta proponendo di aggiornare parte della legislazione relativa all’uso dei prodotti per la protezione delle piante nell’Unione Europea. Dal 1991 è stato evidente che la scadenza del 2003 per la valutazione di tutte le sostanze utilizzate non poteva essere rispettata. Per questo, la Commissione ha proposto di estendere la scadenza al 2008 e di introdurre procedure d’urgenza per quelle sostanze di cui si sa già cosa farne. Ora che la nuova Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) è operativa, parteciperà alla revisione delle valutazioni sulle attività da svolgere. La Commissione Europea sta anche valutando le “nuove” sostanze messe sul mercato dopo l’adozione della normativa del 1991.

Fino ad oggi le autorità nazionali, in mancanza di un limite determinato dall’Unione Europea, potevano fissare un limite di residuo per i pesticidi commercializzati nel proprio Paese. Tuttavia, in passato, queste differenze nazionali hanno causato leggere controversie commerciali nel settore perché i prodotti fabbricati in alcuni Paesi europei non potevano essere venduti in altri dove vigevano regolamentazioni più restrittive. Questo fatto si contrappone al principio del mercato unico europeo, dove merci e servizi circolano liberamente da un Paese all’altro.

Di conseguenza, la Commissione Europea ha proposto che i residui dei prodotti non controllati a livello UE non debbano superare gli 0,01 milligrammi per chilogrammo di alimento. Man mano che verranno completate le valutazioni scientifiche dei prodotti, l’Unione Europea fisserà tutte le leggi in un unico testo.

I consumatori potranno quindi continuare ad usufruire delle abbondanti quantità di alimenti a disposizione senza la preoccupazione che contengano elementi chimici non desiderati, fintanto che i prodotti per la protezione delle piante dalle malattie e dagli insetti dannosi verranno utilizzati con attenzione e nel rispetto della legge vigente.

Vsb:t

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