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Arriva l'estate: attenzione alla tanoressia

Alcune settimane fa l'Istituto di Ricerca di Dermatologia Globale (IRDEG) ha commissionato un sondaggio per verificare, in vista della prossima estate, il rapporto che gli italiani hanno con l’abbronzatura solare. I risultati, resi noti in questi giorni dal presidente dell’istituto dottor Matteo Cagnoni, sono stati sorprendenti: si è infatti scoperto che almeno il 20% degli italiani soffre di tanoressia, un neologismo medico che definisce la passione eccessiva per il sole (o le lampade abbronzanti) e si manifesta con una errata percezione del proprio corpo nei confronti dell’abbronzatura, proprio come l’anoressia si comporta nei confronti del cibo.

Si può quindi affermare che questo comportamento (noto anche come SCS, sindrome compulsiva da sole) sia una delle cosiddette “nuove forme di dipendenza”, curabili attraverso le metodiche di una disciplina chiamata “neurodermatologia” i cui principi si stanno diffondendo con grande rapidità soprattutto nei Paesi anglosassoni.

Chi soffre di tanoressia si vede e si sente sempre poco abbronzato e questo provoca insicurezza, diminuzione dell’autostima, difficoltà a provare senso di benessere e rilassatezza. I tanoressici denotano inoltre uno scarso interesse per le informazioni scientifiche riguardanti i pericoli di una eccessiva esposizione ai raggi solari naturali o artificiali e la diffusione di questa neuropatologia potrebbe quindi condurre a un incremento delle malattie della pelle, tumori compresi. La terapia indicata per curare i tanoressici si basa sulla somministrazione di farmaci regolatori della serotonina, i cui principi attivi sono utilizzati efficacemente da anni per curare forme depressive e attacchi di panico.

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