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Omega 3 e popolazione anziana


Che la scienza dell’alimentazione non fosse una scienza esatta lo sapevamo da tempo, quasi ogni giorno vengono pubblicati studi che contraddicono ciò che è stato scritto mesi prima. Adesso è il momento degli omega 3, gli acidi grassi polinsaturi. Secondo uno studio presentato al "Congresso internazionale anti-aging" di Milano gli omega 3 dovrebbero essere assunti con moderazione, poiché in alcuni casi potrebbero favorire l’invecchiamento, anziché contrastarlo. Il prof. Benvenuto Cestaro dell’Universitá di Milano ha condotto una ricerca su 200 individui: 100 soggetti tra i 20 e i 30 anni e 100 sopra i 70, tutti in buono stato di salute. Ad entrambi i gruppi sono stati somministrati acidi omega 3 per un periodo di due mesi. I risultati sono stati i seguenti: nel gruppo di giovani il rapporto omega 3 omega 6 è risultato equilibrato, nei soggetti anziani sono aumentati gli omega 6. I ricercatori guidati dal prof. Cestaro hanno fornito la seguente spiegazione: la velocitá con cui vengono ossidati gli acidi grassi omega 6 è minore della velocitá di ossidazione degli omega 3: quindi, nei pazienti con difese antiossidanti più deboli (ad esempio gli anziani), l’integrazione della dieta con gli omega 3 comporta un aumento dei processi ossidativi potenzialmente tossici allo stato funzionale di tutti i nostri tessuti. E’ quindi importante assumere integratori sotto il controllo di un medico.


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