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Nuovo caso di mucca pazza


Ritorna la paura della mucca pazza. Un bovino e’ stato trovato positivo alle analisi dell’encefalite spongiforme (la cosiddetta sindrome da mucca pazza). L’animale appartiene a un allevamento del Lodigiano. Il fatto e’ avvenuto 15 giorni fa: la prima analisi è dell’istituto zooprofilattico di Brescia e confermata dall’analogo istituto di Torino. La Regione Lombardia assicura che non vi sono problemi di ordine sanitario, poiché tutto rientra in un piano di monitoraggio messo in atto dalle Istituzioni.
Ricordiamo che la BSE
è una patologia degenerativa, progressiva e fatale caratterizzate da: periodo di incubazione molto lungo (anche decenni), evoluzione lenta, esito sempre mortale ed è provocata da un agente infettivo non convenzionale chiamato prione.
Il prione è la forma modificata patologica di una proteina fisiologica presente nei mammiferi. È in grado di accumularsi nell’encefalo in quantitá sufficienti ad innescare il processo replicativo. Può esserci una conversione spontanea della proteina sana in quella modificata o la trasformazione può essere indotta. La BSE deriva dalle carcasse di ovini infette da scarpie o bovini ineftti da cui si ricavano farine.
Nel 2000 è stato trovato un TEST RAPIDO che si basa sulla presenza del prione in una parte dell’encefalo.
Tra le misure di lotta adottate dai paesi della Comunitá Europea ci sono:

  1. Divieto di uso delle farine di cane nell’alimentazione animale.
  2. Eliminazione dalla catena alimentare umana e animale del Materiale Specifico a Rischio (MSR).
  3. Esecuzione del test rapido sugli animali delle categorie a rischio.


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