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Nuove regole di etichettatura degli allergeni: decreto legislativo n.144 del 8 febbraio 2006


Si sa da tempo che le allergie alimentari possono condizionare la vita delle persone che ne soffrono provocando malattie anche mortali. Gli allegici costituiscono circa il 3% della popolazione adulta, ma tra i bambini la percentuale è più alta. In Italia il numero degli allergici è di circa quattro milioni. Alcune allergie alimentari  tipiche del bambino scompaiono in etá adulta, altre rimangono per tutta la vita. Tutti i sintomi delle allergie sono molto seri dal semplice prurito sino allo shock anafilattico, legato alla presenza di "tracce" di allergene. In questo quadro sanitario il legislatore comunitario con la direttiva 2003/89/CE ha cercato di fornire una specifica informazione sugli ingredienti allergeni, dare maggiori informazioni sulla composizione dei prodotti alimentari e proteggere la salute dei consumatori. In Italia la direttiva 2003/89/CE è diventata operativa attraverso il Decreto Legislativo n.144 del 8/02/06, che è entrato in vigore il giorno 8 aprile 2006.
Gli alimenti interessati sono tutti i prodotti alimentari destinati ad essere consegnati come tali al consumatore finale ed alle collettivitá, sia sfusi che preconfezionati. Il campo di applicazione riguarda solo gli ingredienti e le sostanze volontariamente messe in opera, salvo i solfiti per i quali si fa riferimento alla concentrazione nel prodotto finito. La presenza involontaria di allergeni è estranea al campo di applicazione. Pertanto è facoltá del fabbricante informare il consumatore della eventuale presenza involontaria di allergeni con la frase " Può contenere tracce di....."
Ogni sostanze che appartiene alla lista dei potenziali allergeni o sia da questi derivata, quando impiegata nella preparazione dei prodotti alimentari e residua nel prodotto finito anche se in forma modificata, deve essere indicata in modo chiaro in etichetta e, nel caso di prodotti sfusi, sul cartello esposto a disposizione dei consumatori. Ecco l’elenco degli allergeni per i quali entra in vigore l’obbligo di indicazione:

Cereali contenenti glutine (grano, orzo, segale, avena, kamut, farro o loro ceppi ibridati) e prodotti derivati

Crostacei e prodotti derivati

Uova e prodotti derivati

Pesci e prodotti derivati

Arachidi e prodotti derivati

Soia e prodotti derivati

Latte e prodotti derivati (compreso il lattosio)

Frutta a guscio e prodotti derivati

Sedano e prodotti derivati

Senape e prodotti derivati

Semi di sesamo e prodotti derivati

Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 ml/L espressi come SO2

Da questo momento in poi le etichette saranno più complicate ma sicuramente forniranno delle indicazioni sempre più precise per aiutare i soggetti allergici.

 


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