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Nuova Dop nel panorama agroalimentare italiano


E’ notizia di qualche giorno fa della nascita di una nuova DOP nel panorama alimentare italiano: il ’Gran Suino Padano’, suino ’tutto italiano’ che ha ricevuto il marchio a denominazione di origine protetta dal Ministero delle Politiche Agricole.
Ricordiamo che il marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta) indica un prodotto strettamente vincolato alla zona di produzione, in particolare tutte le materie prime e tutti i procedimenti di trasformazione devono essere effettuati nell’ambiente geografico del luogo di origine.
Il nome di questa nuova DOP non è messo a caso ma descrive alcune caratteristiche dell’animale: Gran infatti sta per pesante (160 kg in media), per maturo (l’animale deve avere da 9 a 15 mesi d’età) e per pregiato (carni con minor contenuto di acqua e maggior sapore); Padano, perchè e’ originario della provincia di Brescia. Il suo allevamento si e’ sviluppato nell’area padana con un’alimentazione a base di cereali, di erba medica e di sottoprodotti dell’industria casearia come il siero, le cagliate e il latticello. Sono i suini con cui si producono i prosciutti di Parma e di San Daniele, ora valorizzati anche nei tagli di carne fresca. Attualmente il gran suino padano e’ presente in Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, Friuli, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio e Molise.
La carne di maiale viene quindi a tutti gli effetti riabilitata; dopo le diete in voga negli anni ottanta in cui veniva bandita perché definita ricca in colesterolo e quindi pericolosa, il maiale ora esce completamente riabilitato non solo dal punto di vista nutrizionale (alcune parti del maiale contengono meno di 8 gr. di grassi e meno di 60 mg di colesterolo) ma anche dal punto di vista della qualità.


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