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No alla massa grassa, sí a quella magra


Numerosi studi hanno dimostrato che non basta pedere “i chili di troppo” per essere in buona salute ma i chili persi devono essere costituiti in massima parte da massa grassa. Diete sbilanciate o troppo restrittive portano, infatti, ad una eccessiva diminuzione di massa magra (proteine, minerali, zuccheri e acqua) che incrementa il rischio di morte. L’Obesity Research Center di New york, al riguardo, ha analizzato i risultati di due recenti studi: il Framingham Heart Study e il Tecumseh Community Health Study. Dal primo è emerso che i soggetti che perdevano più di 6,7 Kg di peso avevano un aumento del 39% del rischio di morte; chi perdeva solo massa grassa, in misura pari a 8 mm, aveva una diminuzione del rischio di morte del 17% circa. Nel secondo studio, i soggetti che perdevano circa 4,6 Kg incrementavano il loro rischio di morte del 29%; i soggetti che perdevano massa grassa in misura pari a 10 mm, invece, diminuivano il rischio di morte del 15%. Per rendere i risultati delle ricerche il più possibile affidabili, sono state utilizzate tecniche di analisi differenti, in base al rapporto peso/grasso corporeo di ogni singolo soggetto. Se dimagrire è importante, per diminuire il rischio di malattie ad elevata incidenza economico-sociale (l’ipertensione, le malattie cardiovascolari, il diabete, ecc.), è altrettanto importante che la perdita di peso sia equilibrata (corretto rapporto tra massa magra e massa grassa).

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