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Influenza aviaria in Italia, virus H5N1 confermato in cinque cigni selvatici.


In seguito alla conferma dl cinque casi di virus H5N1 ad alta patogenità in cinque cigni selvatici, il Ministro Storace ha emanato l’11 febbraio, un’ordinanza con misure urgenti di protezione, direttamente in vigore, sottolineando l’assenza di rischi per l’uomo e la sicurezza delle carni avicole italiane.

In particolare l’ordinanza dispone l’obbligo per le regioni Sicilia, Calabria, Puglia di istituire attorno ai luoghi in cui è confermata la presenza di influenza aviaria ad alta patogenicità causata dal virus H5N1 negli uccelli selvatici: a) una zona di protezione nel raggio di almeno tre chilometri b) una zona di sorveglianza del raggio di almeno dieci chilometri, compresa la zona di protezione.

In queste zone sono subito operative misure di prevenzione come il divieto di movimentazione degli animali sia domestici che in cattività e il divieto di caccia di uccelli selvatici. Sono anche disposte misure per il monitoraggio serrato degli allevamenti e degli animali migratori. L’ordinanza inoltre vieta l’accesso alle zone faunistiche in cui sono stati rinvenuti morti i volatili risultati positivi al virus H5N1 ad alta patogenità.

Nelle regioni interessate, le aree soggette all’istituzione di zone di protezione e sorveglianza sono:
Provincia di Reggio Calabria: Comune di Pellaro
Provincia di Vib Valenzia: Comune di Pizzo Calabro
Provincia di Taranto: Comune di Manduria
Provincia di Messina: Comune di Taormina
Provincia di Catania. Comuni di Giarre e di Mascali

Tutte le misure si applicheranno per almeno 21 giorni nel caso della zona di protezione e 30 giorni nel caso della zona di sorveglianza a a partire dalla data in cui è stato isolato il virus aviario negli animali.

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