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Indicazioni salutistiche in etichetta: novitá


Il problema dell’etichetta salutistica è un problema di cui si dibatte da anni, non solo in Italia. Nel 1993 negli Stati Uniti la FDA ha regolamentato i claim salutistici (health claim) con il Nutrition Labeling and Education Act (NLEA), che ha definito cosa può essere dichiarato in etichetta, e quale informazione nutrizionale può essere divulgata
Un prodotto alimentare può usare un claim salutistico solo se la FDA verifica, sulla base di tutte le evidenze scientifiche disponibili, che esiste un accordo tra gli esperti sulla sua fondatezza. Per esempio recentemente ha bocciato la dicitura "proprietá antitumorali" nel tè verde. In Europa si sta muovendo qualcosa, infatti l’Unione europea ha approvato un regolamento che ammette, sia pure con molte cautele e restrizioni, l’etichettatura "salutistica".
Il nuovo regolamento prevede quindi che le indicazioni salutistiche potranno essere utilizzate solo se autorizzate dopo una severa valutazione scientifica da parte dell’EFSA.
L’esempio del tè verde è emblematico, alcuni studi lo indicano come l’alimento dalle mille proprietá salutistiche e altri lo ritengono una bevanda al pari dell’acqua.
Oggi si elogia il limonene nei limoni perché previene alcuni tipi di cancro, ma domani?
Il punto fondamentale è proprio questo cioè il rischio che il consumatore sia indotto a consumare grandi quantitá di un alimento che vanti qualche beneficio per la salute, finendo poi per ammalarsi o per trascurare altri alimenti che sono importanti per la sua salute. Per questo motivo, l’Unione Europea ha impiegato anni per regolamentare questo problema.



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