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Europa a rischio salmonella


L’Agenzia per la Sicurezza alimentare ha comunicato i risultati di una ricerca sulla presenza di salmonella nei polli.
I dati non sono confortanti: un pollo da allevamento su quattro è portatore di salmonella.
Sono stati controllati 7.440 grandi allevamenti, ciascuno con almeno 5mila polli, dall’ottobre 2005 al settembre 2006.
La Svezia
detiene il primato positivo (nessun caso), l’ Ungheria, dove la positivitá ha riguardato il 68,2% del pollame testato, il primato negativo.
La nazione con la più numerosa popolazione avicola, la Francia, ha un tasso di contaminazione relativamente basso: 6,2%. L’Italia ha circa il 27%.
La salmonella è provocata da un batterio e provoca una malattia che si manifesta come un’enterocolite acuta. Gli alimenti implicati sono uova crude, carni di pollame, alcuni moluschi, carni di suino crude. I sintomi sono un improvviso mal di testa, dolori addominali (crampi), diarrea, nausea, a volte vomito.
La febbre è quasi sempre presente .
La diarrea e la mancanza di appetito possono durare diversi giorni.
In rari casi le complicazioni possono manifestarsi con lo sviluppo di artrite reattiva e sindrome di Reiter dopo 3 settimane.
I sintomi acuti generalmente durano uno o due giorni. Le caratteristiche del ceppo, dell’ospite e dose sono tutti fattori che determinano la rapiditá del decorso.La mortalitá è molto bassa, con rischi maggiori per anziani, bambini molto piccoli, persone debilitate (es., convalescenti, malnutriti) o immunodepressi.
Nessun problema se si rispettano le più comuni norme igieniche: lavarsi sempre le mani, evitare contaminazioni fra prodotti cotti e crudi, non mangiare cibi crudi. L’importante è cuocere sempre gli alimenti a temperature superiori a 65° C.


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