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Emergenza aviaria in Toscana?


E’ di questi giorni la notizia di un allevamento di volatili in provincia di Grosseto colpito dal virus dell’influenza aviaria, il virus H5N1. I cittadini si chiedono se c’è pericolo per la salute umana. Il Ministero della Sanitá in risposta ha pubblicato un comunicato stampa che riportiamo integralmente.


Volatili abbattuti in Toscana: nessuna emergenza aviaria

In riferimento alle notizie riguardanti l’individuazione di volatili contagiati da un virus animale influenzale in un allevamento in provincia di Grosseto, si precisa quanto segue:

· Il virus che ha colpito alcuni esemplari di germani presso un allevamento in provincia di Grosseto non è quello noto come causa dell’ "influenza aviaria", ovvero l’H5N1, ma un altro tipo di virus influenzale, tipico delle specie volatili, di natura diversa e a basso grado di patogenicitá verso altri volatili.

· Non c’è possibilitá di contagio per l’uomo anche in caso di contatto con l’animale infetto.

· L’abbattimento dei germani non è motivato da rischi per l’uomo ma è esclusivamente dettato dall’esigenza di una possibile diffusione ad altri allevamenti.

· E’ quindi sbagliato in questo caso parlare di "influenza aviaria", intendendo con tale definizione la malattia dei polli e di altri uccelli provocata dal virus H5N1, che ha creato nel passato molto allarme nell’opinione pubblica a seguito del contagio di alcune persone che erano venute a contatto diretto con gli animali infetti in condizioni di scarsa igiene ambientale, soprattutto nel sud est asiatico.

· Per quanto riguarda il virus H5N1 è utile comunque ricordare che in nessuna parte del mondo si è mai verificato alcun caso di trasmissione del virus da "uomo a uomo" e che il contagio da "animale a uomo" può avvenire solo per contatto ripetuto e promiscuo con l’animale infetto e "mai" per via alimentare.

· In Italia non si registra al momento alcun caso di contagio da virus H5N1 ed è bene sottolineare che l’anno scorso, nonostante gli allarmi, sono stati notificati solo pochi casi di cigni selvatici infetti dal virus (19 in tutto) e "nessun" caso tra i volatili di allevamento, a riprova della sicurezza dei nostri allevamenti e dei sistemi di controllo sanitario in ogni parte d’Italia.


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