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Cibo e droga


Che il cibo fosse una droga è un vecchio adagio ma che la voglia di cibo o di droga attivasse la stessa parte del cervello proprio non lo sapevamo.
E’ la scoperta di una psicologa sensoriale americana, Marcia Levin Pelchat. La studiosa ha reclutato 10 volontari sani ai quali è stato chiesto di adottare una dieta monotona consistente in una bevanda alla vaniglia. I soggetti hanno assunto l’integratore alla vaniglia per 36 ore prima di sottoporsi ad una risonanza magnetica. Al contrario, i soggetti controllo potevano mangiare ciò che volevano, insieme ad alcune porzioni dell’integratore. Durante la risonanza è stato chiesto ai soggetti studiati di menzionare due alimenti preferiti e le immagini di questi alimenti sono state proiettate alternativamente su uno schermo con la bevanda alla vaniglia. I risultati hanno suggerito che le aree cerebrali nelle quali il cibo veniva associato ad un senso di ricompensa erano più importanti per il desiderio dell’alimento rispetto ai centri del senso di ricompensa.
La studiosa ha dimostrato che la voglia di cibo attiva zone del cervello associate alle emozioni, alla memoria e al senso di ricompensa, allo stesso modo di quanto accade per le droghe.
In un futuro la Pelchat spera di utilizzare questi studi per aiutare le persone obese nel lungo cammino del dimagrimento, utilizzando delle compensazioni motivazionali per il trattamento del desiderio di sostanze pericolose sostituendole con il desiderio di qualcosa di positivo.


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