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Acido folico e morbo di Alzheimer


Alcuni ricercatori californiani hanno pubblicato uno studio sui benefici del folato.
E’ stato scoperto che gli ultrassessantenni che assumono almeno 400 g/die di folato, pari alla dose giornaliera raccomandata (RDA), potrebbero ridurre del 55% la probabilità di sviluppare il morbo di Alzheimer.

I ricercatori americani hanno preso in esame i dati relativi a 579 ultrassessantenni compresi nello studio longitudinale di Baltimora sull’invecchiamento (sviluppatosi negli anni dal 1984 al 1991) che avevano prodotto resoconti dettagliati della dieta adottata per un periodo tipo di 7 giorni. Il follow-up è stato eseguito su una media di 9 anni. All’inizio dello studio nessun partecipante soffriva di Alzheimer, mentre 57 ne sono risultati affetti durante il follow-up.
Si sono valutate le ingestioni di vitamine E e C, di folato, vitamine B6 e B12.

Gli autori hanno così evidenziato che chi assumeva acido folico nella dose pari alla RDA aveva un rischio ridotto di contrarre la patologia di oltre il 55%.
Nulla di diverso è, invece, emerso nella valutazione delle ingestioni di vitamine E, C, B6 e B12.
Gli studiosi ipotizzando che il folato potrebbe ridurre il rischio di sviluppare l’Alzheimer abbassando i livelli di omocisteina, anche se raccomandano prudenza nell’interpretazione dei risultati, dato che chi ingerisce maggiori quantità di un nutriente lo fa anche per altre sostanze e, presumibilmente, ha uno stile di vita più sano.
E’ quindi possibile che altri fattori influenzino la possibilità o meno di contrarre questo tipo di patologia.
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