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Sport in gravidanza

Sport in gravidanza La gravidanza è uno dei momenti più delicati ed importanti che una donna si trova a vivere nel corso della vita.
Coesistono in esso molteplici stati d’animo mutevoli e numerosi cambiamenti anche fisici ai quali bisogna prepararsi per riuscire ad affrontare in maniera serena e consapevole la nuova avventura di diventare MAMMA.
Come sempre e soprattutto in una fase delicata come la gravidanza, l'esercizio fisico è alla base di un benessere e corretta forma fisica .


Durante la gravidanza, eccetto i primi tre mesi che possono essere i mesi di rischio per il bambino in cui è dunque consigliato evitare sforzi o particolari esercizi, è bene praticare regolarmente un'attività fisica non impattante o invasiva, ma svolgere semplici esercizi con una persona dedicata alla nostra cura nel compimento dei movimenti.
Con l'espansione del mondo del fitness e delle attività praticate, oggi per le future mamme esistono diversi metodi allenanti che portano benefici non solo per il periodo della gravidanza, ma anche per il post-partum.

Sport in gravidanza Le principali attività consigliate sono il nuoto, lo Yoga, il Pilates e tutti gli esercizi di stretching e respirazione in genere .

Il nuoto è da sempre uno degli sport più consigliati, poiché l'elemento acqua permette lo svolgimento degli esercizi in maniera naturale e priva di controindicazioni, caratterizzandolo come un'attività antigravitazionale in cui il naturale aumento di massa corporea non impatta sul fisico e sul feto.
Lo yoga invece è un'attività consigliata prevalentemente perchè grazie a tutti gli esercizi di respirazione profonda, intensifica tutte le funzioni fisiologiche vitali, comprese la circolazione dei liquidi e l'eliminazione dei prodotti di scarto, oltre che garantire una profonda meditazione e presa di coscienza con lo stato di gravidanza.

Ultimo, ma non per importanza, è consigliato il metodo Pilates, nuova disciplina oramai diffusa in Italia da decenni, praticata in diverse forme e strutture, grazie alla preparazione e alla professionalità dei centri che hanno creduto e puntato su questa nuova tecnica di allenamento.
Ricordiamo brevemente che Pilates deriva da Joseph Pilates, colui che agli inizi degli anni 90 cominciò a praticare questo metodo, traendo ispirazione dalle filosofie orientali e occidentali, fondendo cioè la concentrazione mentale e metodi di respirazioni tipici dello yoga con l'esercizio fisico della ginnastica e di altri sport, creando così un allenamento unico ed eclettico, adattabile a tutte le tipologie di persone.

Per le donne in gravidanza, il Pilates è un ottimo allenamento ed i benefici sono molteplici poichè i movimenti previsti aiutano a:

  • contrastare il mal di schiena proveniente da un evitabile aumento di peso e cambi di postura, aumentare la forza dei muscoli paravertebrali aiutando a sostenere la colonna;
  • aumentare la forza dei muscoli paravertebrali aiutando a sostenere la colonna;
  • rafforzare i muscoli del pavimento pelvico utilizzati durante il parto;
  • tonificare i muscoli addominali per contrastare la pressione del feto;
  • rafforzare il diaframma e migliorare la tecnica respiratoria necessaria.

Il diaframma necessita di una particolare attenzione poichè è grazie al corretto funzionamento di questo muscolo che dipende l'equilibrio del nostro corpo, sia degli organi interni che dell'apparato muscolo-scheletrico.
Il movimento del diaframma permette nella fase di inspirazione l'espansione della gabbia toracica, mediante la contrazione delle fibre che fanno abbassare il diaframma aumentando così il diametro verticale del torace.
Durante l'inspirazione il centro frenico si schiaccia sui visceri sottostanti aumentando così la pressione addominale che viene sostenuta dai muscoli dell'addome.
L'espirazione avviene invece passivamente per rilascio del diaframma che, ritornando nella sua posizione iniziale, spinge l'aria verso le vie aeree superiori e quindi all'esterno.
Per questo effettuare esercizi di respirazione risulta un fondamentale allenamento soprattutto per le donne incinte, poichè nella fase del travaglio avere una buona tecnica respiratoria ed una preparazione e coscienza dei muscoli addominali non può far altro che aiutare mamma e bambino nel momento del parto.
La pratica di tutti questi esercizi deve prevedere il rispetto di alcuni parametri che consentano di ottenere i risultati migliori ed evitare movimenti o posture che potrebbero risultare dannose; ecco alcuni esempi di cosa evitare:

  • non far superare la frequenza cardiaca oltre il 65 / 70 % della frequenza cardiaca massima;
  • effettuare gli esercizi sempre in maniera lenta e controllata, abbinando una corretta respirazione durante tutto lo svolgimento dei movimenti;
  • evitare salti o rimbalzi e tutti i movimenti privi di un supporto per la schiena;
  • evitare movimenti che possono portare traumi al basso ventre o alla zona lombare;
  • evitare torsioni del busto e del ventre senza un corretto allineamento;
  • evitare tutte le attività che possono innalzare notevolmente la temperatura corporea, soprattutto in ambienti umidi.

È importante ricordare e sottolineare che essere in gravidanza non è uno stato patologico, non è cioè una "malattia" che deve limitare o ridurre i nostri comportamenti, ma al contrario è un periodo in cui il nostro organismo amplifica tutte le sue funzioni a 360° e va dunque aiutato ed assecondato nei suoi naturali mutamenti, con la consapevolezza che fare movimento e sport non può far altro che aiutare la mamma stessa prima, durante e soprattutto dopo il parto, per un rapido e veloce recupero della forma fisica.

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