Il Drangocello – Fitoterapia

Il Dragoncello, conosciuto anche con il nome di estragone, è una pianta originaria della Siberia, in Italia non esiste allo stato spontaneo.
Si raccoglie dalla primavera all'inizio dell'autunno, le sue foglie sono lineari, lanceolate, intere di colore verde biancastro, molto aromatiche. I fiori sono del colore delle foglie, raccolti in grappoli e compaiono in estate.

Il Dragoncello, conosciuto anche con il nome di estragone, è una pianta originaria della Siberia, in Italia non esiste allo stato spontaneo.
Si raccoglie dalla primavera all’inizio dell’autunno, le sue foglie sono lineari, lanceolate, intere di colore verde biancastro, molto aromatiche. I fiori sono del colore delle foglie, raccolti in grappoli e compaiono in estate.

Sia le foglie che le sommità fiorite si conservano in sacchetti dopo averle essiccate all’ombra di un luogo ventilato.

Il Dragoncello viene comunemente usato in cucina come spezia nella preparazione di piatti a base di carne e pesce.

Grazie al suo gusto forte esso è un ottimo sostitutivo del sale e delle spezie piccanti.

Principi attivi:
Olio essenziale contenente estragolo e ocimene. Sono presenti anche tannini, terpene, cumaruie e flavonoidi.

Indicazioni terapeutiche:

  • Stimola la digestione aiutando l’intestino a liberarsi dal meteorismo;
  • Ha effetto calmante nei confronti degli spasmi e delle contrazioni dello stomaco e dell’intestino, grazie alla presenza di cumaruie;
  • E’ efficace contro i dolori reumatici;
  • Utile nel singhiozzo;
  • Proprietà antidolorifiche grazie alla cumaruie;
  • Stimola l’appetito;
  • Agisce da digestivo stimolando i succhi gastrici;
  • Favorisce l’attività epatica e renale favorendo la depurazione dell’organismo;
  • La tisana aiuta l’eliminazione dei parassiti intestinali.

Forme galeniche : essenza, capsule.

La ricetta:

Aceto al Dragoncello

Ingredienti:

  • 75 cl di aceto di vino
  • Menta
  • Dragoncello
  • Capperi (o basilico)

Preparazione:

In una bottiglia pulita mettere l’aceto con gli aromi puliti e asciutti. Lasciarli macerare 10 giorni quindi filtrare l’aceto.

Vsb:t

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