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USA: tassati "cibo spazzatura" e bollicine?

Un semplice suggerimento al Governo che però potrebbe cambiare le abitudini alimentari degli statunitensi. L'agenzia di stampa Reuters, il 9 marzo, ha dato ampio risalto a quanto pubblicato sulla rivista “Archives of Internal Medicine” da un gruppo di autorevoli ricercatori: tassare del 18% il cosiddetto “cibo spazzatura” (junk food) e le bevande gassate, cioè alzandone il prezzo al consumo, potrebbe dimostrarsi efficace nella lotta all’obesità, una condizione patologica che costa alle casse statali 147 miliardi di dollari l’anno, essendo gli americani obesi o in sovrappeso circa i due terzi dell’intera popolazione.

L'imposizione fiscale dovrebbe riguardare la quasi totalità di quanto servito nei fast foods e buona parte dei prodotti che si trovano sugli scaffali e nei frigoriferi dei supermarket.

I ricercatori, guidati da Kiyah Duffey (University of North Carolina) hanno calcolato che la diminuzione del consumo a causa dell’innalzamento del prezzo di vendita potrebbe tradursi in un calo ponderale di circa due chili l’anno per ogni cittadino. Duffey ha anche dichiarato di non illudersi sui risultati dell’eventuale applicazione della tassa, operazione che sarà sicuramente osteggiata da produttori e rivenditori di “cibo spazzatura” e bevande gassate, ma di essere fiducioso che la strategia possa rivelarsi efficace per una diminuzione dei consumi soprattutto fra gli americani adulti.

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