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E se capita di esagerare? Consigli per dimagrire - parte XVII

MoliseE’ arrivata la primavera ma nulla cambia nelle abitudini della mia sgangherata compagnia... Anche se fuori fra più caldo, anche se le giornate si fanno più lunghe, nulla riesce a tenerci distante dai numerosi pretesti di starsene chiusi in casa a esagerare, enogastronomicamente parlando. Ultimamente, quello che ci piace di più organizzare sono le disfide alimentari fra regioni italiane. Come certamente ricorderete, vi ho già relazionato sullo scontro Piemonte-Sicilia e su quello Veneto-Lazio. Ancora una volta saremo  a casa di Michele, la più grande e ospitale; e anche quella dotata della miglior cantina, il che certamente non guasta. Per i deboli di memoria, ricordo che ogni regione deve essere rappresentata da un “cuoco” o da una “cuoca” che sia originario della regione rappresentata.

Friuli-Venezia Giulia - Molise: da nord a sud, con l’Adriatico di lato

Elena Cargnelutti, una splendida neoquarantenne nata a Spilimbergo (Pordenone) che una decina d’anni fa ha lasciato in Friuli il marito (divFriuli Venezia Giuliaenuto repentinamente ex) per venire a Milano a cercar fortuna come designer. E a trovarla, considerato che è la più benestante di tutti noi: una apprezzata linea di complementi d’arredo in acciaio e mosaico che porta il suo nome è infatti esportata in tutto il mondo.
Pasquale Bruzzese, detto Lino, è invece un insegnante di materie letterarie negli istituti tecnici: è nato a Sesto San Giovanni ma il padre era di Isernia. Questi i due contendenti, che gareggeranno con i seguenti piatti che, da regolamento, dovranno essere un primo e un dolce a testa.

Le ricette dei concorrenti

I piatti tradizionali delle loro regioni di origine che Elena e Paquale hanno predisposto per il nostro piacere sono rispettivamente “Riso e Fasoi” e gli “Strucchi” per il Friuli-Venezia Giulia; “Cavatielli ‘ncatenati” e i “Caggiunitti” per il Molise.
Dalla fornitissima cantina di Michele preleviamo una serie di bottiglie davvero notevoli. Cabernet Franc, Pinot Grigio del Collio e Friulano (ex Tocai) per una regione, il Friuli, decisamente prodiga in fatto di vini d’eccellenza. Più sconosciuto il Molise, che comunque risponde alla sfida con dell’ottimo Pentro di Isernia,  un inedito Aglianico del Molise e uno spumante aromatico davvero niente male che porta nella DOC il nome della piccola regione meridionale.

Ottimi piatti e calorie in agguato

Riso e FasoiRiso e Fasoi”, cioè riso e fagioli, è un primo piatto tipico della zona di Udine. La sua caratteristica principale consiste nell’essere una via di mezzo fra un risotto e un riso in brodo. Infatti, c’è chi lo mangia con il cucchiaio e chi con la forchetta. Si ottiene cuocendo per almeno due ore dei fagioli secchi (precedentemente ammollati in acqua per una notte intera) in un fondo di aromi e abbondante lardo, irrorandoli spesso con brodo vegetale bollente e arricchendoli con patate da inserire nel composto fatte a pezzetti piuttosto piccoli. Quando il tutto avrà l’aspetto di una crema liquida, aggiungere il riso e portarlo a cottura. Come in molti altri piatti tradizionali, la presenza contemporanea di alimenti calorici (riso, lardo, patate, fagioli) non può evitare che la nostra razione superi di slancio le 500 Kcal. Se io fossi un operoso contadino friulano dell’Ottocento che vive in una casa riscaldata da un solo camino e non un pigro scrittore milanese del 2011 che sonnecchia abbracciato al calorifero saprei certo come smaltirle... ma di questo parleremo dopo.Cavatielli


La risposta del Molise è adeguata: i “Cavatielli ‘ncatenati” sono dei cilindretti di pasta fresca di grano duro lunghi un paio di centimetri e dallo spessore di una matita, ottenuti rigorosamente a mano. Si lessano in acqua salata avendo cura di scolarli quando sono ancora al dente, condendoli poi in una zuppiera calda con abbondante guanciale di maiale soffritto nell’olio e un uovo a testa, precedentemente sbattuto con sale, pepe e formaggio pecorino, mescolando energicamente. Chi ci segue con attenzione avrà notato che gli ingredienti (“cavatielli” a parte) sono molto simili a quelli dei ben più noti spaghetti alla carbonara: infatti molti molisani (fra i quali anche il nostro Lino) ritengono che l’invenzione del celebre primo piatto della cucina romana sia da ascrivere a loro. Non entro nella diatriba: quello che importa è che ne vado ghiottissimo e mi gravo di oltre 600 calorie, anche se cerco di non esagerare, riuscendovi solo in parte.


Dopo una breve pausa, nella quale tutti gli invitati hanno approfittato per tirare un po’ il fiato e commentare i primi piatti finora degustati, ci mettiamo in marcia per l’ultimo traguardo: quello dei dolci. E non mancheranno le sorprese...

Dolci “assassini”

StrucchiGli “Strucchi”, specialità delle valli del Natisone (ai confini fra Friuli-Venezia Giulia e Slovenia), sono dei ravioli farciti con un ripieno composto di frutta secca tritata, amaretti grattugiati, marmellata di prugne, arancia candita, pinoli, uva sultanina amalgamati con grappa, rhum, vermouth e marsala. La pasta che li forma è lievitata, resa elastica da una più che discreta quantità di burro e uova. Esistono tre modi di cucinarli: lessati in acqua bollente, cotti al forno, fritti in strutto di maiale. Elena ce li ha voluti far assaggiare in tutti i modi, spiegandoci però che il metodo più tradizionale è quello della bollitura. Come altrettanto tradizionale è accompagnarne la degustazione con una dose tutt’altro che omeopatica di grappa di vinaccia. In ogni caso, gli “Strucchi” si rivelano essere una autentica bomba calorica e il loro pericolosissimo “effetto ciliegia” (uno tira l’altro) completa l’opera di devastazione del nostro peso-forma.Caggiunitti
Non sono da meno i “Caggiunitti”. Si tratta di una sorta di ciambelle ottenute suddividendo in piccoli anelli un biscione di pasta farcita con ceci lessati e ridotti in purea, cioccolato, canditi, mandorle e scorza di limone. I “Caggiunitti” vengono poi fritti in olio e strutto, zuccherati ancora bollenti e serviti. Una singola ciambella, che vale una porzione, conta oltre 800 calorie... ma vi sfido a mangiarne soltanto una.

Rimettiamoci in sesto

Tapis roulantL’ospitale casa di Michele sembra un campo di battaglia: i profumi antichi e grevi delle ricette tradizionali hanno reso la sua cucina pressoché impraticabile. Anche noi siamo stremati. Io, in particolare. Ancora una volta sono riuscito in una sola sera a ingurgitare le calorie necessarie a un esploratore antartico per una settimana. Che fare? Un pensiero mi solleva: a casa mi attende la mia piccola palestra da camera, con tante soluzioni diverse per perdere peso durevolmente e con la giusta, sopportabile, fatica. Volete fare come me? Niente di più facile. Cliccate qui e fate la vostra scelta. Anche la spesa non sarà un problema. E se vi capiterà ancora di esagerare, saprete in anticipo cosa fare.

Paolo

AVVERTENZA: Questo sito ha carattere di divulgazione culturale e informativa, necessariamente generale. Le informazioni contenute, pur basate sugli studi scientifici citati, non sostituiscono il consulto personalizzato del professionista pratico, dietologo o medico. Il lettore non è autorizzato a considerare gli articoli qui contenuti come consulti medici, né a prenderli a pretesto per curarsi da sé.
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