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Monografia del Fico d'india

Fico d'india Il fico d’india è un frutto originario del Messico e come tutte le Cactaceae è caratterizzato da una grande variabilità genetica, con oltre 1600 specie ed molteplici varietà.
In Italia è un frutto coltivato su larga scala in Sicilia.
Cresce facilmente nelle zone calde ed aride ed è un ottimo frutto estivo dagli effetti depurativi e rinfrescanti.

I fichi d’India o fichidindia ( opuntia ficus indica ) appartengono alla famiglia delle Cactaceae , la stessa del cactus.
Originaria del Sud dell’America, fece la sua prima apparizione in Europa grazie a Cristoforo Colombo che l’aveva portata in Spagna, ma sembra siano stati i Saraceni ad introdurre i fichi d’India in Italia allorquando, nell’827, sbarcarono a Mazara, in Sicilia, da cui partì la conquista musulmana di quel territorio, e da qui attraverso Sardegna e Corsica giunsero in Provenza, per poi espandere la conquista su tutta l'attuale Liguria.
Le varietà principali conosciute prendono il nome dal colore dei frutti:

  • bianca
  • gialla
  • rossa

I frutti maturano nei mesi di agosto e settembre, anche se è possibile trovarli sulle nostre tavole a novembre e a dicembre, poichè è presente una seconda fioritura estiva che viene stimolata dall’ asportazione dei fiori nei mesi primaverili.
Il frutto si presenta come una bacca carnosa che varia come forma e dimensioni .
I semi sono numerosi.

La pianta cresce molto rapidamente, senza particolari cure nei territori aridi raggiungendo i 3-5 metri di altezza e non ha bisogno di acqua, ad eccezione della fase iniziale quando una pala, meglio due pale, della pianta madre viene interrata per circa due terzi per permetterne la riproduzione.
Per il resto attecchisce ovunque e con grande facilità tranne che alle basse temperature.
E’ un frutto poco consumato ma le sue proprietà funzionali sono degne di attenzione.

COMPOSIZIONE CHIMICA E VALORE ENERGETICO PER 100g:

Parte edibile Acqua Proteine Lipidi Carboidrati Amido Zuccheri solubili Fibra totale Energia
% g g g g g g g kcal Kj
64 83 0,8 0,2 11 0 11 5 46 113



Il fico d’india deve la sua particolarità alla presenza di betalaine, coloranti naturali che vengono utilizzati, come quelli presenti nelle barbabietole rosse, per usi alimentari.
Infatti dopo l’introduzione di fichi d’india le urine assumono una colorazione rossa.
Fico d'India
Il colorante naturale dei fichi d’india ha due vantaggi in più rispetto a quello delle barbabietole: il sapore che risulta più gradevole e l’assenza di alti livelli di nitrati e di contaminazione microbica.
Contiene, inoltre, un ragguardevole numero di aminoacidi, tra i quali la taurina (sino a 572 mg/l).

Le funzioni della taurina sono state testate di recente:

  • protezione cardiovascolare;
  • protezione della retina e del sistema nervoso;
  • forte potere antiossidante
  • viene utilizzata nelle diete degli sportivi.

I fichi d’india sono un’ottima fonte di sali minerali, infatti il contenuto di magnesio e di calcio raggiunge livelli di 98 e 59 mg/100 grammi.
I frutti sono composti da sostanze mucillaginose di natura polisaccaridica costituite da arabinosio, galattosio, raminosio ed acido uronico, che hanno la funzione di legare l’acqua quindi ottime per la stipsi.
Nell’industria alimentare potrebbero essere usate come agente gelificante nelle confetture ipocaloriche.

Il frutto contiene anche buone dosi di vitamina C con valori che variano da 18 a 30 mg/100 grammi. In erboristeria e cosmetica appaiono di valore sia il frutto sia le foglie, particolarmente ricchi in fibre e di mucillagini.
Nella medicina popolare i frutti sono considerati astringenti e per la loro ricchezza in vitamina C, tanto da essere usati in passato dai marinai per la prevenzione dello scorbuto.
Interessanti proprietà per favorire la riduzione del peso sono state evidenziate nelle mucillagini contenute nei frutti (fibre), ma soprattutto contenute nelle foglie.

La notevole concentrazione della frazione polisaccaridica presente nelle foglie comporta la capacità di legare i grassi e gli zuccheri ingeriti (resi pertanto non assorbibili) con risultati positivi sul loro metabolismo.
Gli stessi polisaccaridi o mucillagini usati per la riduzione del peso hanno evidenziato un effetto gastroprotettivo.

Come si sbuccia il fico d'India ?

Tenendolo fermo con la forchetta; con un coltello ben affilato si tagliano le due estremità e si incide per la lunghezza.... poi si fa "rotolare" sulla sua stessa buccia.

Crema di fichi

Ingredienti (4 persone)
farina di semola gr. 10
6 fichi d'india
latte ml. 150

Preparazione
Cuocere la polpa dei fichi sbucciati in una casseruola con l'aggiunta di 150 ml. di acqua.
Eliminare i semi passando la polpa in un setaccio e continuare la cottura con il latte e la farina di semola.
AVVERTENZA: Questo sito ha carattere di divulgazione culturale e informativa, necessariamente generale. Le informazioni contenute, pur basate sugli studi scientifici citati, non sostituiscono il consulto personalizzato del professionista pratico, dietologo o medico. Il lettore non è autorizzato a considerare gli articoli qui contenuti come consulti medici, né a prenderli a pretesto per curarsi da sé.
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