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Esercizi per tenersi in forma: addominali (parte II)

addome

Spesso in primavera, quando le spiagge sono ormai prossime, si presentano in palestra persone con una forte urgenza di rimettersi in forma, mentre in autunno, messi nell'armadio costume ed indumenti leggeri, ci si dimentica spesso dei muscoli addominali, sino ad allora così importanti.

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Spesso in primavera, quando le spiagge sono ormai prossime, si presentano in palestra persone con una forte urgenza di rimettersi in forma, mentre in autunno, messi nell'armadio costume ed indumenti leggeri, ci si dimentica spesso dei muscoli addominali, sino ad allora così importanti.

Ricordiamoci però che questi muscoli non ricoprono solo un ruolo estetico, ma che svolgono anche importanti funzioni fisiologiche, legate alla respirazione, alla digestione e al mantenimento della posizioni corretta.

Un addome ben allenato tutto l'anno ci richiederebbe inoltre minori sacrifici in primavera e non si dovrebbe andare in palestra alla sola ricerca della bellezza esteriore, ma per migliorare funzionalità ed armonia corporee, delle quali l'aspetto estetico è lo specchio.

Un risultato eccellente può essere alla portata di tutti, ma rispecchia l'equilibrio di diversi fattori.

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A volte ci si sottopone a delle esercitazioni molto impegnative con scarsi risultati, in altri casi misteriosi vi sono individui che pur non facendo apparentemente nulla di specifico conservano un addome piatto e addirittura scolpito, quale magia è questa?

La risposta risiede nella biomeccanica e nella fisiologia muscolare: innanzitutto i retti addominali sono coadiuvati dalla sinergia degli obliqui dell'addome che fasciano il punto vita e dall'azione di contenzione viscerale dei trasverso dell'addome: è il cosiddetto torchio addominale.

L'intervento dei muscoli addominali, come contributo al mantenimento della postura, o come supporto a movimenti di altri segmenti corporei da seduti o da in piedi fermi, è piuttosto scarsa, di fatto rimangono inattivi durante la maggior parte della nostra normale vita di relazione, venendo attivati soltanto da supini per flettere il tronco o quando la richiesta ventilatoria necessita di un'espirazione forzata.

Questa mancanza di stimoli neuromotori produce inevitabilmente una perdita di tono posturale e una drastica diminuzione delle sensazioni relative alla reale posizione del nostro corpo, il tutto si trasforma sotto i nostri occhi in un addome prominente, flaccido, sordo agli stimoli motori.

In questi casi non è solo l'inestetismo a doverci preoccupare, ma soprattutto la perdita delle funzioni fisiologiche ausiliarie del torchio addominale, nel corretto alloggio degli organi interni, nella peristalsi intestinale, nel sostegno alla colonna vertebrale e nella meccanica respiratoria .

Al contrario nelle attività fisiche che richiedono un'elevata ventilazione polmonare l'intervento dei muscoli addominali è alto, ecco perché molti atleti pur non facendo nessuna esercitazione specifica possono avere comunque un addome ben modellato.

 

L'ALLENAMENTO È IMPORTANTE, MA DA SOLO NON BASTA!

 

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