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I fitoestrogeni della soia: mito o realtà?

Fitoestrogeni della soia Accanto ai classici nutrienti (carboidrati, lipidi, proteine, minerali e vitamine) gli alimenti contengono anche molecole la cui importanza nutrizionale non risiede nel coprire dei fabbisogni di tipo classico, ma nell'esplicare un'azione cosiddetta extra-nutriente, sono in grado cioè di modulare i metabolismi corporei pur senza essere essenziali come invece sono le vitamine, che possono svolgere un ruolo extra-nutriente.

In questa eterogenea categoria rientrano molecole prebiotiche come gli oligosaccaridi non digeribili, acidi grassi cui è attribuito potere anti-cancerogeno (acido linoleico coniugato) e altre, genericamente appartenenti alla categoria degli antiossidanti, come alcune vitamine (C, E, acido folico), i carotenoidi, i glucosinolati e i flavonoidi.
Da alcuni anni gli antiossidanti sono oggetto di diversi studi per il loro presunto ruolo protettivo nei confronti di patologie cronico-degenerative, nella cui genesi è coinvolta la formazione di radicali liberi.
Al gruppo dei flavonoidi appartengono gli isoflavoni, fenoli strutturalmente simili all'estradiolo, l'ormone sessuale dei mammiferi. La daidzeina e la genisteina sono isoflavoni in grado di competere con gli estrogeni naturali per il recettore uterino, sebbene non riescano a determinare una risposta analoga. Possono quindi essere definiti degli anti-ormoni.

La soia è l'alimento umano con il maggior contenuto in isoflavoni

Soia

Pianta erbacea annuale della famiglia delle Leguminose originaria della Cina e Giappone e per questo denominata anche pisello cinese.

Il valore calorico è di 347 kcal per 100 grammi di parte edibile, contiene 36 grammi di proteine, 20 grammi di lipidi e 30 grammi di glucidi .

I suoi derivati sono il latte di soia, la salsa o l'olio. E' possibile consumarla sotto forma di farina, semi o germogli.

Estrogeni vegetali e prevenzione di alcune patologie

Malattie cardiache, osteoporosi, tumore mammario, cancro prostatico e disturbi della menopausa hanno caratteristiche epidemiologiche simili: sono rare nelle popolazioni asiatiche che consumano forti quantitativi di soia, mentre sono più abbondanti nel mondo occidentale. Tuttavia l'influenza delle abitudini alimentari occidentali, sta facendo aumentare l'incidenza di queste patologie anche nell'Estremo Oriente.
Studi epidemiologici trasversali hanno evidenziato una relazione inversa tra l'incidenza di queste patologie da un lato e i livelli plasmatici o l'escrezione urinaria di fitoestrogeni. Tuttavia sono carenti le evidenze epidemiologiche che leghino l'ingestione di fitoestrogeni con il rischio individuale per queste malattie cronico-degenerative.
Esistono molti studi nei quali è attribuito un ruolo preventivo ai fitoestrogeni nei confronti di alcune patologie:
  • tumore mammario
  • malattie cardiovascolari
  • osteoporosi
  • vaginiti e vampate di calore
  • tumore alla prostata

Tumore mammario

QueIlo al seno è il tumore più diffuso tra la popolazione occidentale di sesso femminile, il rischio di contrarre tale patologia aumenta con l'età fino alla menopausa dopodiché la sua incidenza tende a diminuire, ed è legato agli ormoni del ciclo sessuale femminile molto più che a fattori ereditari.
Fattori di rischio accertati sono un menarca precoce, una menopausa ritardata e l'aumento dell'età media alla prima gravidanza. Nelle donne in post-menopausa gli elevati livelli di estradiolo libero sono positivamente correlati con l'insorgenza del cancro al seno.
Valutando quanto pubblicato si può affermare che vi è in generale una tendenza verso un'azione protettiva della soia nei confronti del carcinoma mammario , il fatto che in alcuni studi non si sia distinto fra dati ottenuti nella fase pre o post menopausale non facilita, però, la comprensione del problema.

Malattie cardiovascolari

Quelle vascolari sono malattie multifattoriali, che rappresentano una delle principali cause di morte nel mondo occidentale. Per contro la loro incidenza è decisamente più bassa nei Paesi dell'Estremo Oriente. I fattori di rischio per questa patologia cronico-degenerativa sono:
  • colesterolemia elevata,
  • innalzamento della pressione arteriosa,
  • fumo di sigarette.
Non vi è univocità sull'importanza relativa di questi fattori, tuttavia alcuni studi hanno evidenziato che una riduzione del colesterolo ematico dell'1% si traduce in una diminuzione del rischio oscillante tra il 2 ed il 3%.
Un deciso calo del colesterolo LDL (13%) può essere ottenuto con una parziale sostituzione delle proteine (e quindi dei grassi) animali con la soia .
Sulla base anche di questi risultati nel 1999 la Food and Drug Administration ha autorizzato la pubblicizzazione sull'etichetta del ruolo che le proteine di soia possono giocare nella riduzione del rischio di malattia cardio-coronarica.
L'affermazione da riportare in etichetta potrà essere:
"Diete a basso apporto di grassi saturi e colesterolo che includano 25 g di proteine di soia al giorno, possono ridurre il rischio di malattia cardiaca. Una porzione di (nome del prodotto) fornisce . g di proteine di soia".
Poiché sia le terapie ormonali a base di estrogeni che quelle di antiestrogeni, determinano una riduzione del colesterolo LDL è ragionevole ipotizzare un ruolo degli isoflavoni quali molecole ipo-colesterolemizzanti. In effetti ricerche condotte su macachi hanno evidenziato concentrazioni di colesterolo totale e LDL più basse negli animali che ricevevano soia integrale rispetto a quelli alimentati con soia da cui gli isoflavoni erano stati allontanati.

Osteoporosi

L'osteoporosi è definita come una condizione patologica nella quale la quantità di osso per unità di volume diminuisce, senza però che la sua composizione si modifichi. L'osso diventa poroso a causa di uno sbilanciamento tra l'attività di osteo-sintesi e quella di riassorbimento, questo causa un indebolimento dell'osso e conseguente maggior facilità di fratture. Sono le persone sopra i 65 anni quelle maggiormente esposte, tuttavia la distribuzione geografica di questa patologia non è uniforme, essendo molto più rilevante in Europa e Nord America piuttosto che in Asia.
Nella donna la perdita di massa ossea aumenta con la cessazione del ciclo mestruale, essendo legata alla produzione di estrogeni; ne deriva una forte associazione tra menopausa ed osteoporosi. L'approccio dietoterapico a questa patologia ha privilegiato l'apporto proteico o quello di Calcio con risultati contrastanti, una riduzione della perdita di massa ossea è stata ottenuta mediante terapie ormonali sostitutive. Questo fatto, unitamente all'osservata scarsa incidenza di osteoporosi in popolazioni con elevati consumi di soia ha stimolato ricerche per studiare un possibile ruolo dei fitoestrogeni nella prevenzione di questa patologia cronico-degenerativa.
In studi condotti su modelli animali gli isoflavoni della soia sono riusciti a prevenire il riassorbimento osseo , grazie probabilmente ad una maggior deposizione, nell'uomo è stato osservato un positivo effetto di proteine isolate dalla soia nei confronti della densità ossea.

Vampate di calore e vaginiti

Vampate di calore e vaginiti sono due tipici sintomi collaterali della menopausa ed anche in questo caso la loro incidenza è molto più alta nei Paesi occidentali che in Giappone. Le brusche sensazioni di calore sono attribuite al netto calo degli estrogeni ed in effetti le terapie ormonali sostitutive riescono ad attenuarle. I risultati dell' ingestione di soia sulla severità di questo fenomeno sono però contrastanti, uno studio ha evidenziato un miglioramento dei sintomi in seguito al consumo di 45 g di soia ma anche di farina di frumento, il cui contenuto in fitoestrogeni è molto basso.

Tumore alla prostata

Quello prostatico è il carcinoma a base ormonale più importante nel maschio ed ha tra i maggiori fattori di rischio gli elevati consumi di carne e di lipidi e le ridotte assunzioni di fibra. Anche in questo caso vi è una minor frequenza di casi nelle popolazioni asiatiche che potrebbe derivare dall'elevato consumo di soia di questi popoli.
I risultati di 3 studi epidemiologici non hanno però affermato effetti significativi del consumo di questa leguminosa sull'incidenza del tumore alla prostata.

Conclusioni

I fitoestrogeni della soia sembrano avere un'azione protettiva nei confronti di un ampio spettro di patologie, più o meno gravi.
Essendo in grado di competere per i recettori uterini con gli ormoni sessuali endogeni ma avendo una minor attività biologica, essi possono avere effetto estrogenico e anti-estrogenico a seconda della fase fisiologica (pre o post-menopausa) di chi li consuma.
La loro capacità antiossidante li rende potenzialmente in grado di prevenire l'ossidazione delle LDL e di conseguenza di ridurre il rischio di patologie cardiovascolari, cosa quest'ultima riconosciuta dalla FDA, seppur limitatamente nell'ambito di diete a basso tenore lipidico e in acidi grassi saturi e colesterolo.
Molto importante è il ruolo di prevenzione che l'assunzione di isoflavoni può svolgere nei confronti di alcuni tumori in particolare quello al seno. Ulteriori ricerche andranno comunque svolte per chiarire meglio il ruolo di ogni singola molecola.

Contenuti indicativi di isoflavoni e lignani negli alimenti

ALIMENTO ISOFLAVONI (ppm) LIGNANI (ppm)
Lino 0 600-3700
Soia 1800 9
Tofu 2400 -
Farina di soia 1300-1650 1
Latte di soia 450 -
Salsa di soia 150 -
Arachide - 2
Riso integrale - 3
Frumento - 5
Pane di segale - 12
Lenticchie secche - 18
Fagioli secchi 10-70 3
Frutta e verdura fresca 1 1


Isoflavoni
Figura 1. Isoflavoni e loro metaboliti. AVVERTENZA: Questo sito ha carattere di divulgazione culturale e informativa, necessariamente generale. Le informazioni contenute, pur basate sugli studi scientifici citati, non sostituiscono il consulto personalizzato del professionista pratico, dietologo o medico. Il lettore non è autorizzato a considerare gli articoli qui contenuti come consulti medici, né a prenderli a pretesto per curarsi da sé.
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